Intrecci preziosi. La mostra temporanea sulla catena

Il 27 ottobre sarà inaugurata la mostra temporanea La catena tra funzione e ornamento al Museo del Gioiello.

Questa mostra, curata dalla direttrice del Museo Alba Cappelieri, è stata articolata come celebrazione della catena gioiello attraverso le varie epoche storiche fino ad arrivare alla contemporaneità con una particolare attenzione a quella che è stata e che è la manifattura veneta.

Questo viaggio espositivo parte dall’antica tradizione veneta della catena “Manin”.

Questa è formata da minuscoli anellini in oro 22 kt saldati tra loro e poteva raggiungere lunghezze considerevoli.

Veniva indossata al collo in più fili o attorcigliata ai polsi.

L’acquistavano donne di qualsiasi estrazione sociale, l’unica differenza era quanto potevano investire e quindi quando sarebbe stata lunga la collana.

Era considerata una sorta di dote che si soleva dividere tra le figlie o le nuore.

Per comprendere la delicatezza e la leggiadria di questa lavorazione, che ancora non sappiamo bene come venisse realizzata, basti pensare che da un grammo d’oro un bravo orafo riusciva a ricavare anche 12-15 cm di catena.

L’origine del suo nome è avvolto dal mistero e si suppone che sia legato o alla famiglia Manin di Venezia (di cui fece parte anche l’ultimo Doge) o che questo appellativo sia dovuto alla necessità di avere mani molto piccole, dette appunto “Manin” in dialetto veneto, per questo tipo di lavorazione.

Questa tradizione regionale sarà tramandata nel corso degli anni e verrà successivamente industrializzata come attesta il catalogo delle Aziende orafe Riunite di Vicenza del primo Novecento che verifica la produzione di una vasta scelta ed eterogenee tipologie di catene.

La sezione contemporanea propone catene sia di produzione industriale prodotte da ditte come Pomellato, Pesavento, Nanis sia realizzazioni di architetti come Babetto o designer orafi di grande rilievo come Carla Riccoboni fino ad arrivare alla nostra Legami preziosi, catena realizzata ancora interamente a mano nel nostro laboratorio e ideata da Daniela Vettori nel 1994.

Questa necessita di almeno 24 ore di lavoro per un artigiano esperto.

Si parte, come sempre per le nostre creazioni, dal materiale grezzo: oro, argento e rame che misceliamo nella nostra lega per poi fonderlo e ricavare filo e lastra per la lavorazione. Lenta, meticolosa e a fuoco. Così nasce la catena Legami preziosi in oro 18kt e chiusura con diamante.

Non mancate di andare a vedere la mostra!